Questa mattina, in una trasmissione televisiva l’ex Ministro degli Interni leghista è stato chiaro sul senso del suo sì al taglio del Parlamento italiano: “questo è solo un pezzo di riforma che intendiamo perseguire. Poi puntiamo al presidenzialismo”. Questa l’opinione dell’ex Ministro al pari di alcuni suoi alleati reazionari, fascistoidi. Detto in altre parole la democrazia rappresentativa, un passo alla volta, va picconata, stando in maggiore sintonia con la svolta a destra dell’economia e della società. Che poi è quello che è avvenuto in tutti questi anni con l’imposizione dei sistemi elettorali maggioritari o di voto manipolato. Abbattimento del pluralismo sociale e politico, marginalizzazione di tutte le minoranze, soffocamento delle opposizioni. Da sempre questo è l’obbiettivo perseguito dai centri di potere economico e finanziario. Siano i grandi gruppi economici e finanziari, i partiti di governo pro-capitalisti o in qualche modo vicini ad esso a controllare i luoghi decisionali. Come si fa a non vedere il senso di questa operazione in una situazione pericolosa, di rapporti di forza non propriamente favorevoli? Un passo alla volta vogliono andare verso a una stretta autoritaria. Altro che riforme di cambiamento! Per questo il 20/21 settembre è importante votare NO. NO e poi ancora NO alla manomissione della Costituzione.
Ezio Locatelli PRC