Con poco più di ventimila elettori, il Liechtenstein organizza le seconde elezioni meno partecipate d’Europa, dopo quelle del Principato di Monaco. Il 7 febbraio, i cittadini del piccolo principato alpino sono stati chiamati alle urne per rinnovare la composizione del Landtag, il parlamento unicamerale composto da appena venticinque seggi, quindici eletti nella circoscrizione dell’Oberland e dieci nell’Unterland.
Con una partecipazione del 78,01%, le elezioni hanno visto un tirato testa a testa tra i due partiti politici più importanti del Paese, l’Unione Patriottica (Vaterländische Union, VU) e il Partito Progressista dei Cittadini (Fortschrittliche Bürgerpartei in Liechtenstein, FBP), entrambi di ispirazione conservatrice. Sia VU che FBP hanno ottenuto dieci seggi, ma l’Unione Patriottica ha ottenuto il primato grazie ad appena 42 schede in più a proprio favore. Questo significa che VU ha superato FBP come prima forza politica del Liechtenstein, visto che nel 2017 quest’ultimo partito aveva eletto nove deputati contro gli otto della forza rivale.
A livello di percentuali, l’Unione Patriottica ha chiuso con il 35,89% delle preferenze, mentre il Partito Progressista dei Cittadini ha terminato a quota 35,87%. In terza posizione troviamo il partito ecologista Lista Libera (Freie Liste, FL), che con il 12,87% dei consensi conferma i propri tre seggi. Fondata nel 2018, entra per la prima volta in parlamento la lista Democratici per il Liechtenstein (Demokraten pro Liechtenstein, DpL), che elegge due rappresentanti grazie all’11,14% dei voti, mentre perde tutti i suoi tre seggi la formazione di destra Gli indipendenti (Die Unabhängigen, DU), ferma al 4,24%.
Di fatto, il parlamento del Liechtenstein si caratterizza per una netta predominanza delle forze di destra e di estrema destra, con la Lista Libera come unica eccezione.
In seguito alla pubblicazione dei risultati, i due principali partiti hanno iniziato le contrattazioni per dare vita al nuovo governo. In quanto leader della forza politica con il maggior numero di consensi, Daniel Risch è stato candidato come nuovo primo ministro del Paese, in sostituzione di Adrian Hasler (FBP), che ha guidato l’esecutivo del principato dal 2013. Hasler non si era comunque ricandidato per la carica, visto che il FBP ha presentato come leader Sabine Monauni, ex ambasciatrice del Liechtenstein in Belgio e presso l’Unione Europea, che se nominata sarebbe potuta diventare la prima donna premier nella storia del Paese.
Come detto, la scelta alla fine è ricaduta sul quarantaduenne Daniel Risch, che ha già ricoperto in passato i ruoli di vice premier e di consigliere governativo con responsabilità per il ministero delle Infrastrutture, dell’Economia e dello Sport dal 2013.
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Giulio Chinappi – World Politics Blog